
È esattamente quello che si chiedevano in pratica tutti, qualche anno fa, con l’avvento delle quattro tempi e dopo il boom dell’elettronica. Miriadi di aiuti, centinaia di parametri da tenere sotto controllo al fine di rendere la vita del pilota molto più semplice: il lavoro vellutato delle mani viene sostituito da questi stramaledetti servo aiuti. La tecnologia avanza, per dirla con altre parole, con i pro e i contro che ne derivano. Nel bene e nel male.
UN OCCHIATA AL PASSATO PROSSIMO
Non c’è dubbio che prima, e anche oggi del resto, sono in molti a pensare che non ci siano più le moto di una volta: le moto del passato si che erano difficili, le moto di oggi invece sono fin troppo facili… È la solita solfa che si ripete,fin dal tempo che fu. Ad ogni modo, facciamo un piccolo salto nel passato, per arrivare al triennio 2006-2008.I talenti della 250cc debuttano nella MotoGP: pronti via e sono subito davanti. Bazzecole ‘ste moto qui, troppo facili da guidare. Se un rookie riesce ad arrivare subito al limite, che razza di moto sono? Altro che le vecchie due tempi, che richiedevano almeno una stagione di apprendistato per riuscire solamente a sfruttare parte del suo potenziale. Persino Valentino Rossi dovette piegarsi a questa legge; oddio, non che nella sua prima stagione andò male, ma a giudicare da quanto ha vinto negli anni a seguire la sua prima stagione è da giudicare di apprendistato. Nel 2007 invece Tal Casey Stoner, con solamente una buona stagione alle spalle nella top class e un passato con zero titoli mondiali nelle classi minori, viene incoronato Re della MotoGP, mentre nel 2008 il debuttante Jorge Lorenzo a inizio stagione colleziona pole su pole, podi e vittorie. Come se non bastasse, il Buon Andrea Dovizioso nella gara di apertura in Qatar si prese il lusso di lasciarsi dietro nientemeno che Sua Maestà Valentino Rossi. Il nuovo che avanza, la Playstation Generation inizia a farla da padrone? Le moto sono davvero diventate troppo facili da guidare?
INDIZI PER PROFETI…
Nomi di piloti che, tuttavia, sono ancora attuali, dopo qualche stagione. Anzi, sono i nomi che sono ancora al top. In cima alle classifiche si trovano sempre loro. Forse le moto non erano davvero così facili come si credeva; in realtà, qualche indizio venne dato dai piloti stessi e dai tecnici. China 2008, il già citato Porfuera, dopo essersi esibito in pista con prestazioni maiuscole e nel contempo come cliente abituale della clinica mobile, ci dimostra che le MotoGP non sono così facili da guidare. Anche Jeremy Burgess era dell’opinione che non sono esattamente dei giocattolini, come invece accusavano in molti. L’orecchio, si sa, spesso sente solo quello che vuole…
... SPIEGAZIONI LOGICHE
Secondo la teoria dell’inarrestabile sviluppo dell’elettronica, dopo anni di sviluppo le MotoGP dovrebbero essere delle moto facili a livelli quasi osceni. Ora, poniamo che sia vero; tutti i piloti dovrebbero essere tutti la davanti, nuovi e vecchi. Se sono davvero cosi facili, allora tutti riescono a portarle al limite, no? E invece non è cosi, è sotto gli occhi di tutti che la davanti i nomi, gira e rigira, sono sempre gli stessi, con qualche piccola aggiunta. La verità è che in quegli anni ci fu una tale concentrazione di talenti che rese alla vista tutto incredibilmente semplice, fin troppo. Forse l’epoca più conosciuta per la concentrazione di talenti è la seconda metà degli anni ’80, dove piloti del calibro di Mamola o Mackanzie non riuscirono a vincere un titolo (l’americano) o una gara (l’inglese). I ricordi odierni di quei tempi sono davvero di un entusiasmo a livelli sideriali. Chissà, tra venti anni, in ricordo dell’epoca che stiamo vivendo, spunteranno discorsi del tipo “ Ah guarda Pedrosa, lui si che era veloce, aveva a disposizione solo qualche aiutino elettronico, mica come ora che hanno anche il dual shock nei semimanubri per riprodurre le vibrazioni dei vecchi motori!”. Senza andare troppo lontani, sono già in circolo le leggende delle prime MotoGP 990, veri mostri sputa fuoco, non come le caffettiere odierne. In effetti, ho un ricordo piuttosto nitido di Loris Capirossi a Jerez, tutto intortato nel cercare di domare la Desmosedici, con tanto di derapate fumanti sopra cordolo (!). Se si prosegue ancora più a ritroso, però, al tempo stesso si ricordavano con un triste velo di malinconia le già citate 500 2T. Proseguendo, il velo di malinconia compariva al ricordo delle 500 da 115kg anziché 130. Ovviamente poi, pensandoci bene, i piloti con gli attributi più grandi sono sempre quelli del passato… In effetti, non ci sono più i piloti di una volta……
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