"The Burning Red"

E in mezzo alle pause-lavoro, ecco che in un libro di Organizzazione Aziendale spunta la Ducati. Gli autori sono Giovanni Costa e Paolo Giubitta; non ho la minima idea di chi siano, so solo che per un (soporifero) esame, senza troppi perché, avrò di che addormentarmi. Wow. Ettolitri di caffè tutti per me, la Lavazza ringrazierà per il mio contributo. 
Ad ogni modo, a titolo motociclistico, è spuntato un esempio sul mercato nel web, che tratta del mercatino di motocorse.com, mentre per quanto riguarda l’organizzazione delle relazioni, un esempio (scritto originariamente da Massimo Morello e pubblicato su l’Espresso, n.35/2003) poco catalogabile ma tanto efficace è quello della Ducati, Non è esattamente freschissimo, ma vale la pena di esser letto; quando la visione poco standardizzata riesce comunque a dare risultati ottimi, alla faccia degli schemi rigidi.

Buona Lettura


Io preferisco chiamarla creatività gassosa.

Pensa all’acqua che bolle, alle particelle che si aggregano e disgregano generando energia all’interno di un contenitore trasparente. Ecco: noi facciamo così”. È la teoria del caos management secondo Federico Minoli, presidente e amministratore delegato della Ducati: “Lascio fluttuare tutto attorno a un sogno e una passione aggregando persone interessanti, intelligenti e motivate. Magari un po’ strane. Questa gente devi lasciarla libera, non puoi inquadrarla”.

Il difficile, in questo caso, è come controllare l’energia. “Devi accettare che la gente vada fuoristrada. Il limite è non danneggiare l’azienda.” A parte ciò e il budget, sembra che l’unica regola sia quella che non ci siano regole. “L’importante è la condivisione dei valori, rafforzare lì’idea che lega tutti quelli che lavorano nell’azienda. Qualcosa che è più forte degli schieramenti politici. È un filo conduttore che se l’hai devi trovarlo perché è la chiave per avere successo e divertirsi”.
Il che, secondo Minoli, segna la fine dell’organizzazione, sostituita dalla community, “cioè quel contenitore caotico in cui c’è un po’ di tutto. L’azienda diventa una tribù”. Proprio come una tribù, in Ducati cambiano i valori formali. Il parcheggio, per esempio: nell’assegnazione dei posti non c’è distinzione tra dirigenti e operai, bensì tra chi arriva in sella a una Ducati (nel qual caso ha un posto vicino all’ingresso) e chi no. D’altra parte, si può acquistarla con leasing a condizioni favorevolissime. Al contrario di una struttura tribale, però, non si basa su ruoli rigidi. “Quando si libera un posto, facciamo promozioni all’interno dell’azienda stessa Chiunque può concorrere. Dobbiamo far capire alle persone che lavorano sulla linea che c’è l’opportunità di fare altro. Di fare cose più belle, più divertenti”.
La parte tecnica segue una serie di processi tradizionali. Ma anche in questo campo è stata applicata la stessa organizzazione molecolare. “I nostri ingegneri lavorano secondo processi simultanei anziché sequenziali. Il target è centrale, non finale. Se un elemento è debole non spezza la catena, ma viene energizzato da altri”. Che vuol dire?”Quando la Honda ha un problema i tecnici chiedono istruzioni secondo una scala di comando. Si buttano sul fax. I nostri si buttano sulla moto”.
Forse è stata proprio quest’organizzazione che ha “energizzato” il classico motore Ducati, il desmodromico, basato su un sistema controllo valvole che fu una vera rivoluzione una trentina di anni fa. “Gli ingegneri sono stati bravissimi. Hanno mantenuto la tecnica tradizionale che veniva dalla storia, dal carattere della Ducati. Nel nostro prodotto c’è l’anima. Il prodotto giapponese nasce su una fabbrica. Il nostro sulle curve della Futa”.
Insomma, per Minoli caos è una pratica più che una teoria. “Prima facciamo le cose, poi cerchiamo di capire perché funzionano. Adesso abbiamo iniziato a teorizzare il caos.” Le cose sono state fatte: l’azienda è tornata leader nel settore delle moto sportive le azioni sono in rialzo e soprattutto si sta realizzando un progetto: “Trasformare al Ducati da impresa metalmeccanica in marchio globale di entertainment”

Ducati Motor, quest’autunno ti corteggerò mandandoti il mio scarno CV.  La mia strada è ancora pavimentata di libri, appunti, e altre amenità. Nonostante ciò, sono armato di un ottimo picco, mi spianerò la strada in tempo di record. Ho tanta voglia di fare,davvero. E di mettermi in discussione. 
Ai love iù DcaTTi

Bene, basta con le cazzate campate in aria, passiamo a un qualcosa di più vicino. Ad esempio devo recupoerare la pella. Ho un paio di MTB da sistemare. 

Sìì iù leiter

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